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DENTRO L’INFORMALE CON UGO D’AMBROSI
L’elemento che lega il Maestro Ugo D’Ambrosi al linguaggio artistico Informale, nato nei primi anni Cinquanta, è l’indagine sulle possibilità espressive della materia, del colore usato in modo puro e libero da ogni campitura limitante.
Quando nel 1962 giunse a Reggio Calabria per insegnare presso il Liceo Artistico, la sua ricerca era già decisamente orientata verso le potenzialità espressive dei linguaggi non figurativi. In città nel 1968 diede vita alla Galleria d’arte “Incontro Sud”, insieme ad altri giovani artisti di provenienza napoletana, per introdurre a Reggio Calabria sperimentazioni di ogni genere, attraverso la conoscenza diretta delle opere di alcuni protagonisti del panorama artistico mondiale. Ma il Maestro D’Ambrosi restò sempre fedele ai valori figurativi e compositivi della tradizione mediterranea, per cui mai nelle sue opere la struttura è dettata dal caso o le sue concrezioni materiche e le spesse sovrapposizioni di colore, miste a leggere scolature, stanno ad indicare disagio esistenziale o crisi di certezze. Questa solidità di valori, mediata dalla pratica di ogni tipo di ricerca innovativa, dal cubismo iniziale, al gestuale, al materico rende l’ultima produzione del Maestro, la serie delle Strutture dinamiche, un invito all’azione che, attraverso una gestualità controllata e un progetto compositivo arricchito da accesi contrasti cromatici, si traduce in un inno alla gioia, in un invito a vivere la vita godendo della carica emozionale della luce e del colore.
Giuseppina De Marco

cavalli
 
immagine
 
 UGO D’AMBROSI, Cavalli, 2006  UGO D’AMBROSI, Immagine n.1, 1966,
tecnica mista, 100 x 130