NIETZSCHE A MESSINAPiovono premi per i ragazzi del Campanella che, a fine anno scolastico, stanno raccogliendo gratificazioni da più parti e in diverse discipline. Questa volta è toccato alle discipline filosofiche fare la differenza. Infatti, alcuni allievi della V C e tutta la classe V G, hanno scalato il podio fino alla seconda posizione del Concorso “Nietzsche a Messina” indetto, per celebrare la ricorrenza dei 140 anni dal viaggio di Friederich Nietzsche nella città dello Stretto, dal Corso di laurea triennale in Filosofia e il Corso di laurea magistrale in Filosofia contemporanea del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina in collaborazione con la Sezione locale della Società Filosofica Italiana. Il concorso volto a ricordare il viaggio in Sicilia di Nietzsche (marzo-aprile 1832) che, come sembra dalle testimonianze epistolari, ha tratto ispirazione da tale soggiorno non solo per l’unica sua composizione poetica edita, gli Idilli di Messina, ma, più in generale, anche per i suoi capolavori degli anni successivi, ha coinvolto numerose scuole.

La classe V G, seconda classificata ex aequo categoria elaborati multimediali, ha realizzato un progetto multimediale dal titolo “Il principe liberato”, ispirato ai temi della filosofia nicciana e, in particolare, agli Idilli di Messina. L’opera prodotta contiene peculiari riferimenti geofilosofici che contestualizzano e attualizzano l’enorme potenza delle riflessioni del pensatore tedesco.

Le allieve della V C, Graziana Calò, Anna Celeste Canale, Roberta Catalano, Valeria Anna Plutino, Valeria Princi, Giovanna Romeo, si sono classificate al secondo posto categoria testi lavorando in gruppo per la stesura di un saggio dal titolo "Leggere Nietzsche dalla prospettiva del viandante. La filosofia come viaggio e il viaggio di Nietzsche a Messina". Il viaggio può essere interpretato come la chiave di lettura della filosofia nietzschiana a patto di intenderlo in modo diverso rispetto al tradizionale topos, non una gita tranquilla, ma un vagabondare in un labirinto, quasi onirico, denso di simboli.